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Gola Interviste

Il cuoco? Un mestiere da pazzi

Eleonora Riso, la vincitrice di MasterChef che non vuole essere chef

Scherza sul suo essere a disagio ma ha le idee chiare. Sa cosa non vuole fare e ha un sogno

  • Eleonora Riso, la vincitrice di MasterChef che non vuole essere chef
  • Eleonora Riso, la vincitrice di MasterChef che non vuole essere chef

Foto di Intervista di Maurizio Izzo

L'intervista

Eleonora come va ora che sei immersa in questo frullatore? Interviste, cerimonie addirittura visite istituzionali….

Guarda i primi tempi è stato molto faticoso, mi sentivo fuori posto poi è scattato qualcosa, ho deciso che mi devo divertire e allora mi sento meglio anche nelle situazioni dove prima ero a disagio. E poi ho pensato che con il mio lavoro di cameriera sono stata davanti a migliaia di persone, anche famose, ho parlato con Jane Fonda, Ornella Vanoni e Russel Crown perché dovrei essere a disagio a incontrare degli sconosciuti.

La domanda più ovvia, perché MasterChef?

Non c’era niente di programmato, anzi che invidia per quelli che sanno programmare tutto. Per me è come se una mano esterna l’avesse fatto. Era estate, faceva caldo, mi annoiavo, dovevo entrare al lavoro alle 5 del pomeriggio, era un tempo inutile, di attesa. Ho visto questo annuncio e ho detto perché no? Poi ho sperato che non mi richiamassero…

Tanti anni come cameriera in un noto e prestigioso ristorante fiorentino, con la tua passione perché non eri in cucina?

Ma è un lavoro da pazzi, specie in quel tipo di ristoranti. E poi a Firenze, in questo periodo. No, proprio no, ho quasi 30 anni non avrei potuto pensare di fare tutta la gavetta che serve per lavorare in un posto simile, e poi troppa fatica, troppo stress. Guarda che si può fare il cuoco anche senza una cucina di quel tipo

Ecco appunto, dicci che vuoi fare ora

Voglio stare bene, è la prima cosa. Sono diventata grandicella senza avere un obiettivo preciso, io non so cosa voglio fare della mia vita, vado per esclusione ma so cosa mi fa stare meglio. E gli elementi sono, la campagna ma deve essere un posto dove vivere e lavorare, poi accogliere le persone (era la cosa che mi piaceva di più del mio lavoro di cameriera), cucinare e fare attività per le persone che accolgo. Lo so, non è facile è quasi un sogno ma ora sono in questa fase mi sento trascinata, sono dentro un fiume di cioccolata…

Ultimamente tutti gli chef ricordano di aver avuto una nonna che cucinava e li ha ispirati. In casa qualcuno lo è stato per te?

Ma, più che altro è stato You Tube… no in verità il babbo cucinava, non sempre, la domenica, e a volte si faceva insieme. La pasta fatta in casa, cose semplici e buone. Magari lui ha tratto ispirazione dalla sua di nonne.

Ma quindi la tua passione quando è scattata?

A cucinare ho cominciato presto, a undici anni, ma non era una fissazione. Per me gli interessi sono sempre state meteore, ogni fase della vita uno nuovo ma la cucina ha resistito, mi ha accompagnato. Per meglio dire è il cibo che mi ha accompagnato.

Il libro che presenti in questi giorni contiene tante ricette alcune anche complesse, come nascono?

Sono tutte sperimentazioni, sono frutto di questa ultima fase in cui anche grazie a Master Chef ho avuto voglia di fare cose nuove, più evolute, frutto anche di fantasia e invenzione.

C’è un riferimento alla Toscana e presenti alcune ricette tradizionali molto trasformate, è stato difficile?

Si con la cucina toscana è difficile, le cotture sono lunghe c’è un amalgama degli ingredienti che è difficile scardinare ma per questo è divertente. A me poi piacciono molto le verdure, trovo soddisfazione fare un bel piatto solo con le verdure e poi le spezie, la mia grande passione.

Ho letto che non hai viaggiato molto

Per niente, non mi piace. Sarà perché piace a tutti? Lo sai sono un po' disagiata. Il mio viaggio più bello, con Flexibus da Firenze a Monopoli passando per Napoli e Matera, bellissimo. Viaggiare da soli è proprio bello.

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