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Perché il nord ha più sete

Pubblicato il
05 Luglio 2022
Maurizio Izzo

La siccità colpisce dove si produce di più

L’acqua, che abbiamo scoperto essere preziosissima, manca di più in Sicilia o in Piemonte? Fino all’estate scorsa nessuno avrebbe avuto difficoltà a rispondere a questa domanda pensando agli aridi paesaggi dell’isola, contrapposti alle rigogliose colture del nord. Invece, la cronaca ce lo racconta ogni giorno, il mondo si è capovolto e mentre il sud prosegue la sua secolare convivenza con la scarsità di acqua il nord è in completa emergenza. Cosa è successo? Al sud niente o quasi. In verità negli anni si è un po' investito in qualche invaso e dove possibile in qualche laghetto ma la verità è che l’agricoltura e le attività produttive hanno saputo e dovuto far buon viso a cattivo gioco. Si chiama resilienza, la capacità di adattarsi alle difficoltà, ed è quello che hanno fatto al sud. Al nord invece si è fatto come la cicala contrapposta alla formica. L’acqua c’è sempre stata, c’erano i fiumi che scendevano dalle montagne innevate fino a primavera inoltrata, c’era il Grande Fiume (sempre meno grande ma nessuno pensava potesse scomparire alla vista come nell’estate 2022) e allora nessuno ha pensato che l’acqua fosse un bene da tutelare. Pochi impianti, coltivazioni assetate d’acqua e allevamenti intensivi sono l’opposto della capacità di adattarsi alla siccità. Per questo e i prossimi anni ci sono poche alternative alla sofferenza ma poi occorrerà ripensare al modello e agli investimenti.

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