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Non è tempo di show

Pubblicato il
10 Settembre 2015
Maurizio Izzo

E se la cucina ci avesse stancato? No, non parliamo di noi ovviamente ma in giro si avverte un clima un po' strano, un pò di noia intorno a tutti questi fuochi e fornelli c’è. “Cucinano dappertutto”, si sente dire, e un pò è vero. La televisione ha fatto la sua parte nell’invasione di chef e forse la marcia indietro partirà proprio da lì. In America l’ultima edizione di Masterchef non è andata bene e difficilmente avrà un seguito e anche quella italiana che sta per partire potrebbe essere l’ultima. 

Non li rimpiangeremo ma dobbiamo anche dire che l’esplosione del fenomeno cibo sui media non è stato solo un male. Come tutte le abbuffate ha qualche conseguenza negativa ma vale la pena anche ricordare quelle positive. Un maggiore interesse verso quello che mangiamo, una voglia di emulazione che ha portato milioni di persone a cimentarsi davanti a un fornello, la curiosità verso piatti e culture lontane dalle nostre, insomma un po' ci ha fatto anche bene. E ora?

“Siamo anche quel che mangia quel che mangiamo noi”, potremmo ripartire da questa frase che non è dell’ultimo ecologista arrivato ma di un agronomo americano, William Albrecht, che nei primi del 1900 studiò il rapporto tra il suolo e la salute degli animali (e delle piante) e di conseguenza di quella dell’uomo. Più di recente Dan Barber, autore di un libro di grande successo, “La cucina della buona terra, Bollati Boringhieri edizioni) si chiede se e perché “uno chef dovrebbe interessarsi al modo in cui gli agricoltori trattano le erbacce e i parassiti” e quindi della salute dei terreni dove allevano o coltivano. Ecco prima di appassionarci alla straordinaria abilità con cui gli chef trasformano prodotti in prelibatezze bisogna trasmettere l’interesse per quei prodotti e per l’ambiente che li ha generati. Più terra, più mare nei nostri racconti, più spazio a chi produce e alle sue storie. Questa sarà anche la linea di Gola Gioconda per i prossimi tempi e sappiamo che tanti amici chef saranno dalla nostra parte. Se ci sarà meno show saremo ripagati dal sapore.

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