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Mangiare in attesa del treno

Pubblicato il
01 Aprile 2016
Maurizio Izzo
C'era una volta il self service alla stazione, poi è cambiato tutto. 
La bicicletta era nera, con i freni a bacchetta e due cesti, uno davanti e uno dietro. Non era vintage erano proprio gli anni ’70 e il mio primo lavoro era quello di garzone in un pastificio. “L’Emiliana” era nell’Oltrarno fiorentino e la gestivano fratello e sorella, entrambi singol e di una certa età, evidentemente troppo presi dai tortelli e dalle tagliatelle per pensare anche a altro. Entrai nella bottega come aiutante nell’estate seguente all’esame di terza media e il mio compito era, ogni mattina, di prendere quella bicicletta più grande di me, caricarla di pasta fresca e consegnarla ai ristoranti. Un giorno direzione Porta Romana e l’altro direzione centro. La gita in centro comprendeva anche il Self-service della stazione di Santa Maria Novella. Potevo entrare con la bici fin dentro e andare in cucina. Il ristorante era grande, luminoso, con le vetrate che si affacciavano sulla piazza. Un grande bancone fin dalla mattina si riempiva di pietanze e gli avventori, a ogni ora del giorno, potevano servirsi e sedersi a tavola. Trovavo gente a mangiare già dalla mattina e in cucina c’era sempre un gran movimento. Il self service un giorno ha chiuso ed è stato come un segnale, insieme alla possibilità di mangiare la stazione perse la sua identità. Sparì la gigantesca nave che ci affascinava davanti alla biglietteria, sparirono le sale d’aspetto. Per anni la stazione di Santa Maria Novella è stata un deserto. Poi, uno dopo l’altro, hanno cominciato ad aprire bar e ristoranti. C’è stato un tale movimento negli ultimi anni che qualcuno ha già chiuso ed è stato rimpiazzato. Oggi l’offerta è davvero per tutti i gusti, si va dall’immancabile Mc Donald, sempre affollato, alla serie di bar compreso quello di Feltrinelli. Ma è sopratutto nel segno dell’originalità che la stazione si sta caratterizzando. Prima “Fratelli Cuore”, un anima napoletana con le pizze (anche da viaggio) senza dimenticare di essere a Firenze ( con la bistecca alla griglia), poi il curioso “Reale” con tapas e birre (anche artigianali) nei prestigiosi locali che una volta ospitavano il re durante le soste in città. Per la dolcezza è arrivato il marchio della cioccolateria Venchi completo di gelato e infine il moderno e elegante Vyta con la pasticceria e i panini dalle forme stravaganti. Che il vostro treno sia un Freccia Rossa o un regionale la possibilità che sia in ritardo è altissima, almeno sapete dove passare il tempo e chissà se incontrerete ancora un ragazzo in bicicletta che consegna pasta fresca.

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