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Manca poco. Ma è tutto

Pubblicato il
20 Aprile 2015
Maurizio Izzo

Arrivano quasi tutte insieme le barche dei pescatori senegalesi, di prima mattina affollano le spiagge di Kayar e in un batter d’occhio scaricano il frutto del lavoro di una nottata: cernie, orate, sogliole. Appena sbarcati inizia il mercato, il pesce più pregiato se ne va per gli alberghi e i ristoranti, i grossisti che pagano un chilo di orate 3 dollari hanno già fatto man bassa, quel che resta perderà di valore con il passare delle ore. Già a mezzogiorno si può acquistare a metà del prezzo, poche ore dopo sarà pasto per le mosche. L’impossibilità di garantire la conservazione di quel pesce, uno dei tanti problemi a cui la cooperazione internazionale ha cercato di dare una risposta, fa si che una risorsa nutritiva di straordinaria importanza vada quotidianamente sprecata in un paese afflitto da una povertà endemica.

E’ un'altra delle contraddizioni del continente africano dove accanto alla moltitudine di persone sottoalimentate troviamo un infinità di risorse naturali non debitamente sfruttate o peggio sottratte alle popolazioni locali.

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