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Li vogliono fantasmi

Pubblicato il
21 Giugno 2024
Maurizio Izzo

C’è anche la morte in fondo alla filiera della frutta a basso costo 

Della storia di Satnam Singh sappiamo poco ma in realtà tutto perché è simile a quella di altre migliaia di donne e uomini che sono scappati dalla povertà sperando in una vita migliore. Ma non sono finiti qui per caso, è l’ora di dirlo con forza. Certo ci sono gli scafisti, c’è la tratta ma c’è soprattutto un enorme richiesta di manodopera da impiegare nei campi, e non solo, a cui questo Paese non da alcuna risposta. Ogni anno la lotteria del click -day ci ricorda il fallimento organizzativo di un paese che ha bisogno di immigrati (lo dice anche il presidente di Banca Italia) e fa di tutto per confinarli.

Il quotidiano L’Avvenire ha pubblicato un’inchiesta dai numeri impietosi, a fronte di una richiesta presentata dai datori di lavori per oltre 460.000 ingressi i posti disponibili sono stati solo 70.000. E anche assegnare questi è stata una battaglia. Se lo Stato non è capace di gestire questo fenomeno si creano le condizioni per quell’illegalità che alla base delle tragedie a cui assistiamo e di cui Satnam è stato vittima. 

Il giorno stesso della tragedia il proprietario di quell’azienda in cui Satnam lavorava per 4 euro l’ora da irregolare caricava quintali di frutta sui camion pronti a partire (prima che mettessero i sigilli). Dove va quella frutta? Chi è complice dello sfruttamento e della morte di Satnam? Quanto costa il prezzo più basso? 

 

 

 

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