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La giuria rovesciata

Pubblicato il
03 Maggio 2016
Maurizio Izzo
Giornalisti ai fornelli e chef in giuria a San Vincenzo. Io l'ho vista così.  Ho partecipato a una bella manifestazione a San Vincenzo in occasione di “Un mare di gusto” , l’iniziativa promossa dall’Amministrazione Comunale per la promozione della palamita e del pesce azzurro (palamita & friends). Tanti eventi, con la direzione artistica della chef Deborah Corsi, dai percorsi d’arte , alle degustazioni. L’ultima giornata proponeva un divertente confronto in cui critici e giornalisti enogastronomici si esibivano ai fornelli (ovviamente con piatti a base di palamita) e a giudicarli c’erano alcuni tra i più affermati chef dell’Associazione Jeunes  Restaurateurs d’Europe. Ci siamo divertiti, sicuramente noi osservatori, ma nei giornalisti e anche negli chef ho notato qualche imbarazzo. L’ha detto bene Maria Probst, “trovarsi in questa insolita posizione mi fa strano, non è facile giudicare e esprimere un voto su un piatto”. Già eppure e proprio quello che i critici sono chiamati a fare. Con ironia Simone Cipriani ha “contestato” la presenza meramente decorativa del pomodoro in un piatto, ma consapevole che senza il sorriso con cui l’ha fatto notare quell’affermazione poteva essere la stroncatura per uno chef. Dall’altra parte, dietro ai fornelli, ho visto in compenso tanta tensione, come se la gara valesse più di quello che oggettivamente proponeva. C’era comunque in palio un voto, una classifica e una vittoria finale. Marco Stabile, presidente della giuria, sempre con il sorriso sulle labbra ha fatto notare che in questo evento, leggero e ironico, c’era però un elemento importante, forse ancora più del voto, il confronto tra chi il piatto lo prepara e chi lo giudica. Non sempre succede, anzi quasi mai. Per la cronaca ha vinto Giuseppe Calabrese, La Repubblica, con un piatto che ci hanno raccontato armonico e complesso, leggero e cremoso. Non l’ho assaggiato ma confido su un invito, io non scrivo per le guide.
www.unmaredigusto.it

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