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Il semaforo che inganna

Pubblicato il
18 Marzo 2022
Maurizio Izzo

 Tutti contro il Nutriscore l’etichetta colorata

L’idea forse era anche buona ma la proposta rischia di trasfromarsi in un enorme danno per l’agroalimentare italiano. Entro il 2022 la Commissione Europea dovrà dare il via alle etichette da aggiungere a quelle esistenti per i prodotti alimentari. Due scale, una con i colori (come un senaforo) e 5 lettere. I colori, dal rosso al verde, indicano le variabili negative (zuccheri, grassi, sale ma anche la quantità di energia prodotta) e quelle positive (quantità di frutta, fibre, proteine etc…). Fin qui tutto bene, anche se i produttori di formaggi e salumi (tra i più penalizzati dal sistema) fanno presente che queste informazioni sono già sulle etichette. Il problema è che l’etichetta a semaforo semplifica e banalizza indicando valori che si riferiscono al consumo giornaliero di 100 grammi di prodotto. Insomma il semaforo rosso si dovrebbe accendere si ma solo se ogni giorno mangiassimo 100 grammi di salame o 100 grammi di pecorino o 100 grammo di olio di oliva extra vergine. Il rischio, se passasse questo sistema,, avvertono i produttori è che se a un prodotto venisse assegnato un colore sfavorevole questo risulterebbe meno appetibile ai consumatori. L’Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP è andata oltre alla semplice denuncia e ha lanciato un’azione collettiva e coordinata dei suoi consociati sui social media. L’obiettivo è generare consapevolezza sul sistema Nutri-Score facendo anche cultura di prodotto. Diamo volentieri il nostro sostegno: abbasso il semaforo!

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