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Il gigante bianco arranca

Pubblicato il
16 Febbraio 2024
Maurizio Izzo

La crisi della Chianina non è però una novità

Il successo della carne Chianina a partire dagli anni duemila dovrebbe essere studiato come un esempio di marketing con pochi precedenti. Una razza animale allevata per secoli come strumento di lavoro è diventata simbolo del made in Tuscany e offerta, a caro prezzo, come la migliore carne in assoluto, la prescelta per la famosa “Fiorentina”. In realtà sono sempre esistite razze anche migliori, sicuramente più adatte per finire sulla brace ma fondamentalmente meno problematiche e onerose da allevare. Perché la Chianina nella sua bellezza è un animale complesso, richiede grandi pascoli e una ricca alimentazione. Dalle dimensioni imponenti, le femmine arrivano a pesare anche 8 quintali, i maschi fino a 16 e possono raggiungere i due metri di altezza. Mi sono sempre chiesto da dove prendessero tutta questa Chianina i ristoranti di mezzo mondo che ne esponevano la pubblicità, perché così tanti allevamenti non ci sono mai stati. Poi, come spesso succede, le bolle scoppiano e si devono fare i conti. Agli allevatori quella carne costa sempre di più ma il mercato non è disposto a pagare perché anche il marketing migliore alla fine mostra i suoi limiti. Tornerà la Chianina a essere quello che era, un prodotto di nicchia a cui almeno uno straordinario successo di immagine ha evitato l’estinzione.

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