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Giovani, bravi e belli

Pubblicato il
07 Maggio 2016
Maurizio Izzo
Un ristorante un anno dopo.
Non deve essere facile rilevare un ristorante. Meno che mai se chi ti ha preceduto era considerata un istituzione, un ristorante con locanda che stava lì da sempre, nel centro del paese. Lei, la proprietaria, era sempre in sala, a volte sembrava ci fosse solo lei in quel ristorante tanto era presente e premurosa. Ricordo che una sera mi presentai senza prenotazione dicendo che era rimasto chiuso fuori casa e che mia moglie sarebbe tornata solo verso mezzanotte. La signora mi fece accomodare nella saletta piccola, quella con tutte le cianfrusaglie, immagino la più simile a casa sua. Cenai con tutta la tranquillità del caso e alla fine lei mi portò un libro perché potessi aspettare la mezzanotte senza annoiarmi troppo. Ecco non è facile fare a meno di un ristorante così, ma un giorno la gentile signora ha detto basta e se n’è andata. Ho temuto che il ristorante rimanesse vuoto o che lo trasformassero. Poi l’ho visto aperto e ho letto che aveva una nuova gestione, dei giovani l’avevano rilevato. Ho aspettato quasi un anno per metterci piede, ogni tanto ci pensavo ma poi preferivo rimandare. Ieri mi sono deciso e abbiamo varcato la soglia. Tutta un altra musica, in tutti i sensi. Ad accoglierci una sorridente ragazza che ci accompagna in una sala che ha mantenuto il clima caldo e accogliente di prima, ma più elegante, più armonioso. Sono rimaste le luci basse, le pareti a mattoni, i mobili e la libreria. Il resto no. Loro sono giovani, quello che ci prenderà l’ordinazione intratterrà una conversazione in inglese con una coppia esibendo una proprietà di linguaggio ammirevole (siamo pur sempre in campagna), anche la musica è diversa e sopratutto il menù. Anche qui c’è qualcosa che resta. I prodotti di questa terra generosa, i salumi e la carne, i formaggi e i latticini della vicina fattoria. Ma loro ci hanno messo del suo, fantasia, colore e ingredienti misteriosi. Ecco allora il Fior di Cipolla con sfoglia ai cereali e taleggio o il classico paté di fegatini accompagnato dalla mostarda di nespole e cipolla marinata. Le carni sono le “nostre” ma l’anatra è glassata e accompagna da una consistenza di pera e la tagliata di suino da una riduzione di Barolo. Sorprendenti i dolci con accostamenti che arrivano fino a un esotico pepe che esplode in bocca rendendo frizzante una squisita panna cotta. Dove sono andato a cena?
www.gliartistiristorante.it

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