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Eat Prato un modello?

Pubblicato il
23 Giugno 2016
Maurizio Izzo
Siamo stati a Prato con EatPrato e forse ve ne siete accorti.
EatPrato è stata la prima edizione di una manifestazione a cui il Comune di Prato affida il compito di promuovere un territorio partendo dalla qualità di alcuni prodotti enogastronomici. Il vino, prima di tutto, il Carmignano la più antica denominazione del mondo, e poi il pane che grazie al Consorzio Gran Prato ha trovato finalmente il riconoscimento che merita, la mortadella di Prato che da poco ha ottenuto il marchio IGP e infine i biscotti, forse i più famosi tra i prodotti pratesi. Con l’Amministrazione e l’Associazione Strada dei vini di Carmignano abbiamo costruito un evento pensando a due obiettivi: consolidare sulla piazza il valore di questi prodotti ma sopratutto farli conoscere a un pubblico più vasto. Decine di food blogger, fotografi, igers sono stati per giorni impegnati a raccontare quello che vedevano ma sopratutto quello che assaggiavano. Una decina di ristoranti fiorentini hanno messo in carta almeno un piatto con i prodotti pratesi e i loro colleghi di Prato un intero menù con protagonista l’eccellenza alimentare di casa. In piazza per due giorni la possibilità di assaggiare i prodotti e degustare i vini di Carmignano mentre il nostro Luca Managlia conduceva i cooking show con i produttori e ristoratori della città. Siamo contenti, come ci sembra lo siano le tante associazioni che hanno collaborato alla riuscita della manifestazione. In un certo senso EatPrato è stata anche un modello che vorremmo sperimentare di nuovo, un mix tra nuovi modi di comunicare ma anche il tradizionale evento in piazza, la presenza di tanti soggetti “virtuali” come i food blogger ma anche la concretezza delle degustazioni o dell’incontro con i produttori. Una manifestazione che guarda avanti con i piedi ben saldi nella terra, da cui d’altronde nasce tutto il buono che mangiamo e beviamo. Alla prossima e grazie Prato.

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