Il blog di gola
Gola Gioconda un sistema di comunicazione per chi ama, produce, consuma cibo di qualità.

Roma ha sete

Ci voleva l'immagine della capitale assetata per ricordarci quello che sappiamo.
L'estate più calda e siccitosa degli ultimi 200 anni non arriva imprevista e non è nemmeno imprevista la nostra incapacità di far fronte all'emergenza. Tutto scritto, tutto già detto. Ma l'idea dei palazzi del potere e addirittura del Vaticano senza acqua per dissetarsi e addirittura per lavarsi sta facendo il giro del mondo. Tornano allora alla mente tutte le grida inascoltate che da anni predicano il risparmio della risorsa più preziosa. Meno consumi e più investimenti, ecco la ricetta per affrontare un presente fatto di temperature più alte e meno precipitazioni. I numeri ci sono ma dopo un po' ci si abitua. Proviamo a trasformarli in esempi comprensibili. Gli acquedotti italiani sono un colabrodo, perdono il 40% dell'acqua (molto di più al sud, meglio al nord, in Toscana siamo oltre il 30%). Ecco è come se andassimo al mercato a prendere dieci bottiglie di acqua e dopo aver pagato e fatto la fatica di portarle fino a casa, ne rovesciassimo quattro in un tombino. Raccogliamo meno del 10% dell'acqua che viene dalle precipitazioni. Ecco in questo caso è come se andassimo a una fonte con una tanica da dieci litri e una volta riempita ne buttassimo via nove litri. Ma visto che qui ci occupiamo sopratutto di mangiare è anche con i consumi destinati all'alimentazione che dobbiamo fare i conti. Sappiamo che per produrre un chilo di mais destinato prevalentemente al consumo animale servono 900 litri di acqua, ma non basta. Visto che gran parte degli allevamenti animali sono intensivi è lì che si consuma la maggior quantità di acqua. Servono infatti quasi 4.000 litri di acqua per produrre un chilo di carne di pollo e circa 6.000 per quella di suino e addirittura 15.500 per il solito chilo di carne bovina. Provate a immaginarveli 15.500 litri di acqua mentre mangiate quella bistecca che sarà certamente più di un chilo. Ma affinché tutto questo non ci sembri ineluttabile o non si pensi di essere costretti a essere tutti vegetariani converrà anche ricordare che non sono gli animali a essere ingordi di acqua. Allevato allo stato brado un bovino consuma poca acqua visto che si alimenta di prodotti vegetali composti prevalentemente di acqua. Tutto cambia se il suo orizzonte è quello di una stalla chiusa e ogni giorno viene ingozzato di mangimi che a loro volta hanno avuto bisogno di acqua per crescere. (fonte:tuttogreen.it)

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